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Berlusconi a Servizio Pubblico: pochi contenuti e tante attese

Pubblicato da postontheatre su 11 Gennaio 2013, 14:52pm

Tags: #Recensioni

http://taglidotme.files.wordpress.com/2013/01/santoro-berlusconi-travaglio.jpgdi Luca Nigro

Non è stato epico come molti si aspettavano. Non ci sono stati scontri cruenti, i toni sono rimasti sempre piuttosto pacati e misurati tanto che l'ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha avuto modo di parlare ampiamente. Probabilmente questa si è rivelata la scelta migliore per mettere in evidenza la scarsa concretezza delle tesi berlusconiane. Il Caimano si nasconde dietro una vuota ed inesatta lezione di diritto pubblico, spiegando con molte imprecisioni cosa sia un "disegno di legge" e un "decreto legge", cercando di convincere gli ascoltatori (e forse il paese) che non è il responsabile dell'inoperosità dell'esecutivo da lui presieduto in più riprese nel corso dell'ultimo ventennio, addossando la colpa ai suoi alleati e alla macchinosità del sistema legislativo italiano. Certamente il conduttore di Servizio Pubblico, Michele Santoro, avrebbe potuto contraddirlo, interromperlo e focalizzare la sua attenzione su temi più scottanti ma sembrava piuttosto che volesse mantenere l'incontro su un piano di sana e civile ospitalità. Purtroppo è ormai risaputo che con un ospite come Silvio Berlusconi non è indicato seguire delle regole di correttezza perché si corre il rischio di incappare nella sua trappola fatta di parole vuote, discorsi insensati e risposte evasive.

La partenza è stata cauta, il monologo introduttivo di Santoro ha messo subito in chiaro che non sarebbe stata una resa dei conti. Fin dalle prime battute le domande del giornalista, di Giulia Innocenzi e di Luisella Costamagna sono state mirate ad ottenere un'ammissione di colpa, delle scuse da parte di Berlusconi il quale, ostentando un'ottusa pienezza di sè, non ha mai offerto il fianco alle velleitarie offensive del trio. L'intervento di Marco Travaglio, che da molti anni è impegnato a puntare i riflettori sulle malefatte del cavaliere, è stato impeccabile e pungente. Il suo secondo monologo, in particolare, ha avuto il pregio di non porre quesiti al Caimano. Attraverso un elenco di quanti interventi avrebbe dovuto attuare nel corso dei suoi anni al governo, il vice direttore de Il Fatto quotidiano ha lasciato intendere, in maniera tutt'altro che velata, che evidentemente Berlusconi non ha potuto agire per il bene della nazione poiché invischiato in troppi affari oscuri. Le beghe personali del cavaliere hanno distolto l'attenzione del Parlamento dai reali problemi del paese, concentrando gli sforzi dell'esecutivo nella spasmodica ricerca di arzigogolate soluzione per i guai giudiziari di Berlusconi. La risposta del presidente del Pdl è stata francamente ridicola, infantile e ancora una volta volutamente imprecisa. Berlusconi, con i soliti modi spettacolari, ha letto tre pagine sulle vicende personali e giudiziarie di Marco Travaglio, soffermandosi lentamente sulle cause per diffamazione che hanno colpito il giornalista. La tristezza di questo intervento è da ricercare nel fatto che Berlusconi abbia letto un testo che non aveva mai visto prima, contentente tra l'altro informazioni di dominio pubblico che riguardano cause civili. Memorabile la risposta di Travaglio che a tal proposito ha ribattuto al cavaliere ricordando di non avere condanne penali che probabilmente gli sarebbe valse la "nomina a Presidente del Senato".

Il piccolo siparietto della lettura dei trascorsi giudiziari di Travaglio ha suscitato l'ira di Santoro che ha interrotto il suo ospite colpevole di inficiare il suo programma, rovinando un prodotto fino a quel momento piuttosto gradevole. Il settantaseienne Berlusconi non sembra voler mollare la presa sull'Italia ma la sua partecipazione alla trasmissione di ieri sera lo ha indebolito profondamente perché ha finalmente mostrato il volto che si cela dietro la maschera di plastica e cerone. Si è visto un uomo anziano presuntuoso, egocentrico ed autoritario, disposto a tutto pur di mantenre il potere e pronto a modificare la Costituzione per affidare le redini della nazione nelle mani di un singolo individuo (ovvero se stesso). La struttura costituzionale è stata ideata, come peraltro ha affermato lo stesso Berlusconi, per evitare una deriva autoritaria e un ritorno al fascismo, quindi annunciare di voler stravolgere la Costituzione per attribuire maggiori poteri al Presidente del Consiglio è semplicemente contraddittorio e folle.

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