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Diario di Dirittinscena, Festival teatrale antimafie e per i diritti umani: primo giorno

Pubblicato da postontheatre su 19 Aprile 2013, 22:53pm

Tags: #Recensioni

Dirittinscena2.jpgLa prima edizione del festival teatrale Dirittinscena, organizzato dall’Associazione DaSud in collaborazione con l’associazione culturale La casa de Asteriòn, lascia prefigurare un proseguo interessante. Nel corso della serata del 19 aprile 2013, la prima delle tre in programma, il palcoscenico del Teatro ADISU di Roma ha ospitato Ad occhi chiusi, scritto e diretto da Luca Pizzuro ed interpretato da Pierfrancesco Mazzoni, Una donna, scritto ed interpretato da Marina Dore e L’Italia s’è desta. Un piccolo (falso) mistero italiano, scritto e diretto da Rosario Mastrota e portato in scena da Dalila Cozzolino.

Ad occhi chiusi locandina 2L’opera di apertura del concorso-rassegna teatrale certamente è molto controversa. Il linguaggio forte e senza filtri destabilizza il pubblico. L’autore porta in scena il racconto delle azioni di un pedofilo, spiegate e raccontate dallo stesso carnefice. Sul palco l’esperto Pierfrancesco Mazzoni è chiamato a cimentarsi nell’arduo compito di calarsi nelle vesti di un personaggio scomodo e odioso, a scandagliare gli abissi della psiche deviata di un mostro che Luca Pizzurro ha delineato attentamente. Il finale rivela l’insospettabile identità sociale del carnefice che ripropone la  polemica mai sopita nei confronti di quanti si ostinano a prendere provvedimenti blandi ed inefficaci per fronteggiare questi terribili crimini verso l’infanzia.

Il testo liberamente tratto da Fiori di Bogotà, inscenato da Marina Dore, raccontata la storia di un magistrato donna, madre di un bambina di tre anni, freddata per ordine di una boss della malavita colombiana. Molto spesso i giudici antimafia sono eroi solitari, isolati per loro stesso volere. Quando una donna magistrato si trova a dover combattere contro la mafia ed i cartelli della droga colombiani prima, e contro un sistema giudiziario che continua a ritenere le donne inferiori ai loro colleghi uomini poi, le conseguenze sono tristemente prevedibili. Un testo difficile da ascoltare perché richiama alla mente fatti di cronaca orribili e recenti, parole che colpiscono al ventre e tolgono il fiato.

http://www.ottoetrenta.it/wp-content/uploads/2013/03/Litalia-s%C3%A8-desta_Cozzolino.jpgL’opera che ha chiuso la prima serata della prima edizione di Dirittinscena nasce da un progetto della Compagnia Ragli e racconta la storia di Carla, una ragazza di un paesino della Calabria affetta da un lieve ritardo mentale che ha assistito ad un rapimento. Il fatto, narrato dall’incolpevole protagonista interpretata dalla bravissima Dalila Cozzolino, ha dell’incredibile e suscita un immediato scalpore in tutta la nazione. L’unica testimone però è Carla, la “scema, la strana, la scarpe-strane del paese” che nessuno ascolta e nessuno chiama per nome. Con l’innocenza che è riservata ai folli ed ai bambini, Carla prova a raccontare al mondo la verità sull’accaduto ma nessuno le crede e nessuno le da ascolto, come siamo soliti fare con i pazzi e gli infanti. Carla smette di essere “invisibile” soltanto nel momento in cui riesce a far udire la sua voce davanti alle telecamere perché, in definitiva, la spettacolarizzazione degli eventi vince su tutto.

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