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Il pungente spettacolo Bolle di Sapone: esistenzialismo satirico da 4 soldi di Filippo Giardina al Teatro dei Satiri

Pubblicato da postontheatre su 18 Aprile 2012, 23:23pm

Tags: #Recensioni

 

Locandina bolle di saponeLo spettacolo rigorosamente vietato ai minori di 18 anni sarà in scena fino a domenica 22 aprile

di Luca Nigro

La satira è un bene prezioso, un’arte irriverente e feroce che, attraverso le risate e lo sberleffo, ha il compito ritrarre la società, spogliandola di ogni sacralità per mostrare al pubblico la sua vera essenza. Nel nostro paese gli attori satirici sono animali in via di estinzione che solitamente si nascondono dietro una comicità più popolare per poter conquistare notorietà, approdando in televisione o magari al cinema. Lontano da queste ambizioni Filippo Giardina dimostra cosa significa essere un attore satirico degno di questo nome con il suo monologo Bolle di Sapone: esistenzialismo satirico da quattro soldi.

In piedi di fronte agli spettatori Giardina colpisce tutti i cardini della società moderna, distruggendoli senza alcuna inibizione. La cruda e genuina romanità dell’attore, unita al linguaggio tipicamente volgare della satira, aiuta a dipingere uno spietato ritratto dei nostri giorni che regala una valanga di fragorose risate amare. Nel corso dello spettacolo l’attore capitolino si presenta al pubblico, si schiera a favore della raccomandazione e contro la meritocrazia, difende chi abbandona gli animali, propone l’aumento degli stipendi dei parlamentari, parla delle debolezze umane e dei costumi sessuali sempre più condizionati dalla dilagante pornografia e, durante una dissacrante arringa contro l’istituzione ecclesiastica, cerca di spiegare l’inevitabilità dei numerosi casi di preti pedofili.

L’opera di Filippo Giardina è un riuscitissimo esempio di satira e, a giudicare dall’affluenza in sala, dimostra quanto sia apprezzato questo genere teatrale. Nonostante si possa avere l’impressione che talvolta il linguaggio sia forzatamente triviale, non bisogna mai dimenticare che la satira si esprime in forma volutamente colorita e grottesca, perché il suo fine ultimo è il dileggio dell’autorità e delle istituzioni. Assistere a questo spettacolo è un ottimo esercizio per imparare a distinguere la satira vera dalla quella asservita al potere cui siamo tristemente abituati.

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