di Luca Nigro
È capitato un po’ a tutti di ritrovarsi in situazioni spiacevoli, equivoche ed imbarazzanti per nascondere i segreti di un amico. La commedia “Il letto ovale”, originariamente scritta a quattro mani da Ray Cooney e John Chapman, è una rappresentazione grottesca e divertente di cosa può accadere quando i sotterfugi e le menzogne prendono il sopravvento sulla realtà. La “Compagnia teatrale i panni sporchi”, che quest’anno festeggia il suo decennale, porta in scena questa esilarante pièces assicurando al Teatro Trastevere un pieno di risate fino a domenica 25 settembre.
L’intera storia è ambientata nell’appartamento di Filippo e Giovanna Marchi, una coppia sposata da 12 anni interpretata dal simpatico Alessandro Ibba e dall’ottima Laura Cirioni, nel quale si trova il famigerato ed ambito letto ovale. Il socio in affari nonché amico di Filippo, Enrico Locci, magistralmente rappresentato da Andrea Rettagliati, chiede in prestito la casa dell’amico per trascorrere la serata con una centralinista giovane e bella, Michela Valli, che sul palcoscenico ha la voce e le sembianze della talentuosa Giorgia Ciotola, mentre sua moglie Linda, alla quale Monica Ceruti dona estro ed ironia, chiede a Giovanna di poter approfittare della sua dimora per incontrare il suo amante Walter, uno strano individuo a cui l’interpretazione di Luca Rasi regala un forte umorismo. Altri due personaggi pensano di poter approfittare della casa che doveva restare vuota, l’eccentrico arredatore Altero, portato in scena dal brillante Alessandro Perini, e Silvia, la ragazza alla pari interpretata dalla grintosa Viviana Taddeo, che con Altero ha iniziato una storiella. Nel mezzo di queste vicende, tra coperture di tradimenti e fraintendimenti si frappone la bizzarra scrittrice di libri per bambini Olivia Smirne, resa in scena dall’esperta Donatella Cervelli.
La bravura degli attori è esaltata nelle scene corali, mentre nei dialoghi i ritmi recitativi non sempre coincidono. La regia di Barbara Lalli ed Alessandro Corazzi è attenta ed esalta la duplice visione, maschile e femminile, del tradimento. La doppia direzione è certamente una carta vincente per l’interpretazione dello spirito di questo spettacolo e sicuramente rende i due atti della commedia frizzanti e scorrevoli.