La compagnia dell’associazione teatrale La Casa de Asteriòn, quasi in concomitanza con la festa della donna, ha deciso di portare in scena lo spettacolo Lo scorpione bianco. Scritta e diretta dall’autore italo-argentino Daniel Fermani, l’opera è liberamente ispirata alla classica tragedia greca Medea di Euripide. Il regista ha preferito soffermarsi sul delirio di Medea, collocandola in una dimensione extratemporale, quasi per dimostrare quanto dolore può infliggere una donna profondamente umiliata.
Sull’angusto palcoscenico dell’Accademia della Musica di Roma i due attori Laura Sales, intensa e passionale nella parte di Medea, e Giovanni Cordì, il cui Giasone ha guadagnato più spazio rispetto alla versione originale, hanno fatto vibrare i loro corpi al ritmo del pianoforte suonato dal maestro Corrado D’Ippolito. La coppia di interpreti, perfettamente in sintonia, ha saputo sfruttare la scarna scenografia creando suggestivi giochi di luci ed ombre.
La pièce ideata da Fermani mostra il lato più ferino delle donne, sulle quali spesso vengono perpetrate violenze sia fisiche sia morali di inaudita ferocia. Medea è sovente presa come esempio della malvagità cui può giungere una madre ferita e mortificata, ma nell’antivigilia della Giornata internazionale della donna è forse più corretto dedicare questa pregevole opera all’universo femminile, che con sempre maggiore frequenza viene scosso dall’ignominia maschile. Sicuramente il principale pregio di questo spettacolo è ricordare quanta forza può scaturire dal voluttuoso corpo di una donna.